giovedì 25 febbraio 2010




GD vuole dire grande democratizzazione

Se tutto sanno che le cose sono cambiate, non sappiamo in che cosa si sono trasformate. E' indiscutibile, che dopo un freno del tale che abbiamo vissuto, i modi di consumi sono cambiati. Ma oltre la voglia di dichiarare questo cambiamento come si manifesta?

Se guardiamo le insegne principali del mondo: Walmart sembra essere in grado di crescere ancora, ma andando, ironia di sorta, oltre la strategia di EDLP (vedi la loro politica ambientale, oppure le insegne a lingua spagnola) Quindi mentre tutti, io compreso, aspettavo l’apoteosi del format discount, questa crisi ha messo in discussione la crescita del discount perché ha obbligato le insegne tornare ai basilari (back-to-basics) In particolare la forza dell’ipermercato in Francia sembra avere dato risposta alla loro avanzo, integrando le soluzioni d'arredo discount, ma non senza lasciare qualche punto di margine.

Forse questa è una prima risposta del post crisi. Tornare a fare il mestiere di base. Per molti vuole dire tornare agli scaffali alimentare. Ma è corretto questa presa di posizione? Qui Wal-Mart e Leclerc in particolare segnano una lezione. Il GD non vuole dire grande distribuzione vuole grande democratizzazione. Di cosa? dell’accesso ai prodotti di tutti i tipi, alimentare e non alimentare. Per esempio Leclerc investe nel segmento ottica dove ritiene di potere portare dei prezzi più democratici. La conseguenza di questa azione è molteplice, non solo si entra in un nuovo mercato, si comunica al cliente Leclerc è vicino a lui ovunque, e sottolinea il posizionamento percepito dell'insegna, anche se non sono interessato all'ottica in quel momento.
Leclerc batte Carrefour nella percezione di prezzo attualmente perché ha un strategia che lo enfatizza attraversa questi azioni. L’ottica serve a rinforzare l’immagine prezzo di Leclerc, chi l’avrebbe visto?

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